lunedì 3 novembre 2008

Tuareg: gli ultimi uomini liberi



Detti "uomini blu" dal caratteristico turbante blu scuro che indossano e dal velo che copre sempre il loro viso (litham), vivono nella desolata distesa del Sahara centrale. Discendenti dei berberi, hanno mantenuto inalterata o quasi, la purezza della razza, rimanendo fedeli a tradizioni e culture vecchie di secoli. Il nome Tuareg, al singolare Targhi, è stato dato loro dagli arabi e sta a significare "gli abbandonati da Dio ", per via della loro opposizione alla dottrina di Maometto. Convertiti all’Islam 1200 anni fa dagli arabi, i Tuareg hanno mantenuto intatte credenze pagane, o quantomeno, pre-musulmane:
- è l’uomo e non la donna a tenere il volto coperto
- non sono soliti pregare cinque volte al giorno rivolti verso la Mecca
- sono monogami
- sono convinti che gli alberi e le pietre possiedano un'anima e realizzano amuleti per tenere lontani i "jinn", gli spiriti maligni che abiterebbero il Sahara.
Un tempo predoni feroci oggi vivono di pastorizia praticata dai loro servi. L'ordinamento sociale dei Tuareg si basa sulla distinzione di quattro classi: i nobili, i vassalli, i servi e gli operai. I nobili costituiscono la classe più pura ed eleggono il re. Se un uomo possiede più schiavi di quanti gliene occorrano, concede loro la libertà, ma solo se sono giovani e forti abbastanza per provvedere al proprio sostentamento. Schiavi vecchi e malati non vengono mai liberati e il loro padrone li deve mantenere.
I Tuareg che posseggono terre, vivono in villaggi dove le case sono rettangolari con tetto a terrazza, costituite da mattoni e da pietre; le abitazioni dei nomadi invece, sono le tende o le capanne montabili. Generalmente la tenda è formata da una copertura fatta da numerose pelli di muflone o di pecora cucite tra loro ed è sostenuta al centro da un alto palo; i lati estremi vengono fissati a tanti pali più corti, infissi saldamente a terra.
La società è di tipo matriarcale: le donne Tuareg, vanno a volto scoperto, godono di molte libertà e prendono parte alle decisioni che guidano le comunità. La tradizione vuole che siano state proprio loro a introdurre tra gli uomini l'uso del "taguelmust". Sono le depositarie principali della scrittura e quindi responsabili dell'educazione dei figli. Circa la metà di tutti i bambini sono orfani di madre, infatti, più di 2/3 delle donne muoiono dando alla luce i propri figli. Se un bambino perde la madre, viene accolto subito da un'altra famiglia ed allevato con lo stesso amore che si ha per un figlio proprio. L'unico mezzo di educazione è una parola di rimprovero o di monito. Battere un bambino è considerato crudele.
La rapina non è calcolata come delitto ma atto eroico. Il ladrocinio è invece ritenuto infamante e perfino gli schiavi non rubano. Un assassinio si vendica con un assassinio.
La maggior ricchezza di questo popolo è costituita dal bestiame ovino e dai cammelli, anche il sale è molto importante per l'economia dei tuareg, con esso barattano tè, zucchero, stoffe, saggina, stuoie, sorgo. I Tuareg sono gente molto sana e difficilmente si ammalano. La sera, si ritrovano seduti intorno ai fuochi raccontando storie per grandi e piccoli.


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