venerdì 16 luglio 2010

L' hammam


Hammam deriva dalla parola araba “hamma” che significa “scaldare” o meglio “ che spande calore”. Più conosciuto come bagno turco, affonda le sue radici nel mondo greco-romano. Nel mondo arabo si sviluppa intorno al 600 D.C. quando il profeta Maometto inizia ad apprezzare questo tipo di abluzioni. L’hammam assume così un significato religioso diventando tutt’uno con le moschee ed è utilizzato per compiere le abluzioni islamiche. In questo luogo, dove regna pace e tranquillità, ci si prende cura del proprio corpo purificandolo e di conseguenza purificando anche l’anima. Mentre i romani preferirono costruire fuori dai centri urbani grandi terme pubbliche, gli arabi costruiscono una moltitudine di piccoli hammam nelle medine. Sul piano architettonico, rispetto ai bagni greci e romani, si ha una riduzione nell’altezza dei soffitti, i bagni si fanno più piccoli e raccolti e le pareti sono costruite con hajar habash una pietra nera capace di trattenere a lungo il calore.
In genere si va all'hammam con il proprio asciugamano, pettine, shampoo, sapone nero (una pasta vegetale a base di olive che si usa specialmente in Marocco) e guanto di crine. Ingresso uomini e donne sono separati .
Il rituale prevede la sosta in tre camere : nella prima, a temperatura media, si prepara la pelle ai trattamenti . Qui si insapona tutto il corpo con il sapone nero e le donne applicano l’hennè ai capelli, alcuni lavandini posti nella sala permettono di rinfrescarsi. Nella stanza successiva, la temperatura elevata favorisce l’esfoliazione della pelle e l’eliminazione delle tossine quindi si massaggia e si friziona energicamente la pelle con un guanto chiamato “kessa”. E' un massaggio molto forte su tutto il corpo, dal quale si esce arrossati. A questo punto si può applicare una maschera di ghassoul (una specie d’ argilla) mista ad acqua di rose o fiori d'arancio, che lascia la pelle dolce e leggermente profumata. Per chi ha la pelle secca, si può aggiungere all'impasto dell'olio di mandorle dolci. Ultima tappa, qualche minuto nella sala di riposo, bevendo un tè alla menta e preparandosi ad affrontare il caos della città ! !

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