lunedì 25 marzo 2013

Gli articoli della fede islamica


La fede islamica si basa su sei articoli molto semplici:
- Credere in Allah creatore dell’universo. L’ unico e il solo meritevole di adorazione.
- Credere nei profeti (nabi) e nei messaggeri (rusul), uomini scelti da Dio per la loro moralità e la loro fede, portatori della rivelazione e del messaggio dell’unicità divina. I profeti  ricordati nel Corano sono 25 e sono in ordine cronologico:
Adam( Adamo), Noha ( Noè), Houd (Heber), Saleh (Matusalemme), Lot, Abraham( Abramo), Ishmail( Ismaele), Isaac(Isacco), Jacob ( Giacobbe), Shu'aib (Jethro), Haroun (Aronne), Moses (Mosè), David ( Davide), Solomon, Ayoub (Giobbe), Zulkifl (Isaiah), Younis (Jonah), Ilias (Elia), Alyas-aa (Elisha), Zacharias ( Zakaria), Yahia(Giovanni il Battista), Gesu' e Mohammed. Rinnegare uno di essi è come rinnegarli tutti.
- Credere nei libri (kutub), le “sacre scritture”, rivelate agli uomini da Dio per mezzo dei profeti. Il primo fu il "Libro di Ibrahim" (Abramo), di cui non esistono tracce nella letteratura mondiale, poi vennero la "Torah" rivelata a Mose', lo "Zabur" a Davide e l' "Ingil" (Vangelo) a Gesu' che  sono tuttora utilizzati da Ebrei e Cristiani e infine il "Quran" a Mohammed, testo Sacro dei Musulmani.
- Credere negli angeli (mala’ika). Mohammed ha insegnato che Allah , oltre al mondo visibile  ha creato un mondo invisibile a cui appartengono gli angeli, ministri di Dio. Puri spiriti sottomessi alla Sua autorità non dotati di libero arbitrio, ai quali ha affidato dei compiti specifici nei confronti degli esseri umani.
Quattro sono gli Arcangeli: Jibril, l'angelo della rivelazione , Mikae'il l'angelo che suonerà la tromba della fine del mondo, Israfil che annuncerà la Resurrezione, Azrail l'angelo della morte.
- Credere nel Giorno del Giudizio (qiyama) e nella risurrezione (la vita dopo la morte). La vita di questo mondo, è destinata a finire  in un tempo gia' fissato, chiamato iaumu l-qiyamah (giorno della resurrezione), detto anche iaumu l-akhir (l’ ultimo giorno).In quel momento, tutte le creature verranno richiamate in vita e compariranno dinnanzi ad Allah per il giudizio finale; questo avvenimento e' chiamato "hascr" (riunione). Saranno prese in considerazione tutte le azioni, sia buone che cattive, se la bilancia penderà dalla parte del bene, il giudicato avrà come ricompensa il Paradiso; se invece penderà dalla parte del male, egli sarà punito con l’ Inferno.
- Credere nel Destino (qadr). Tutto quello che accade, sia nell'universo, sia nella vita dell'uomo, dall'evento più insignificante a quello più importante, è parte di un disegno imperscrutabile di Allah ma questa condizione non deve implicare assolutamente un’accettazione passiva e fatalista degli avvenimenti. Al contrario, il musulmano è chiamato ad operare, programmare, impegnandosi secondo gli insegnamenti islamici, prendendo però coscienza che tutto ciò che fa, e il risultato che ottiene, dipendono solo dalla volontà di Dio


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domenica 10 marzo 2013

I ritmi nella musica araba


Nelle società primitive, la musica nasceva dai suoni prodotti dalla vita quotidiana, come il battito delle mani o  il suono di alcuni tipi di lavori ed  esprimeva i vari stati d’animo  che  accompagnavano i momenti significativi vissuti in comunità, ad esempio il raccolto nei campi, la celebrazione di matrimoni e le nascite. I ritmi arabi derivano da questi ritmi tradizionali tramandati nel tempo e si differenziano a seconda della località geografica da cui provengono. Si basano su una unità minima costituita da due suoni principali : uno è di natura sonora grave ed è chiamato dum , l'altro è un suono acuto detto tak; a questi  si aggiunge un elemento non sonoro importantissimo, il silenzio, a volte impercettibile, che si inserisce tra i diversi colpi prodotti dallo strumento a percussione, oppure si colloca al termine dei battiti prestabiliti. Solitamente , ogni ritmo inizia con uno o più suoni gravi,  dum, (eccetto per un ritmo di origine indiana denominato Karachi), e termina o con un tak o con un dum. Una delle caratteristiche più interessanti dei ritmi arabi è che, pur essendo prefissati, permettono di eseguire una vasta gamma di improvvisazioniLa tablah o darbouka è lo strumento principe della ritmica araba in generale.

RITMO MALFOUF
Ritmo in 2/4 molto utilizzato nella danza araba, solitamente accompagna l'entrata in scena della danzatrice. 
Dum    tak  tak  ( clicca sull'icona per il video)   
RITMO FELLAHI
Questo ritmo proviene dalla musica popolare tradizionale contadina. E’ un ritmo molto veloce in 2/4 e rappresenta uno dei maggiori ritmi della musica rurale egiziana Sha'abi.
Dum tak tak 
RITMO AYUB (Zar)
Il ritmo di Ayub o Zar è un ritmo in  2/4. La sua caratteristica è di essere ripetitivo e ossessivo dato che la sua funzione è di accompagnare cerimonie religiose. Viene usato anche per indurre lo stato di trance. Di solito viene suonato aumentandone la velocità.
Dum   Dum tak 
RITMO KHALIGI
Il ritmo Khaligi è in 2/4. Khaliji significa "del Golfo" infatti è tipico della musica che proviene dai paesi del Golfo Persico. Si tratta di un ritmo sincopato, usato nella musica popolare, molto simile al ritmo  Malfuf ma con accenti diversi. Si usa nella danza folkloristica omonima.
 Dum a dum a tak  
RITMO KARACHI
Ritmo in 2/4 che proviene dal Pakistan, è oggi molto diffuso nella musica egiziana. Si tratta di un ritmo popolare dalle sonorità energiche ed incalzanti.
     Tak a dum tak  
RITMO MAQSUM
Il Maqsum è un ritmo in 4/4 molto accentuato e per questo motivo molto coinvolgente. Si tratta di uno dei ritmi più usati e diffusi in Egitto, in tutti gli ambiti musicali, da quello popolare, al  classico, alla musica pop commerciale.
                                                Dum  tak     tak   dum     tak  
RITMO BALADI
Il ritmo Baladi (popolare o "del mio paese") è diffusissimo in tutto il medio oriente arabo. Viene chiamato anche Masmoudi Sgheir, "piccolo Masmoudi", poiché richiama il ritmo Masmoudi della musica colta ma ne costituisce una versione semplificata.
E' in 4/4 ed appartiene all'ambito della musica popolare.
                                            Dum dum     tak  dum   tak     
RITMO SAAIDI
Si tratta di un ritmo popolare, in 4/4 proveniente dall’alto Egitto.In passato era utilizzato per accompagnare una danza di arti marziali chiamata "tahteeb" eseguita dagli uomini con lunghi bastoni. Oggigiorno il "tahteeb" è diventata una danza più formale, eseguita in forma coreografica sia dagli uomini che dalle donne, in questo caso usando bastoni più piccoli e con movimenti più aggraziati.
                                          Dum tak     dum dum     tak  
RITMO WAHDA
Ritmo in 4/4 proveniente dalla Libia, viene utilizzato soprattutto per la danza del serpente.
              
RITMO MASMOUDI KABIR 
Il ritmo Masmoudi kabir è in 8/4. Molto utilizzato nella musica classica egiziana, ma anche nella musica popolare. E' diffuso in tutto il Nord Africa. Il Masmoudi kabir (grande)  e il Masmoudi sagheir ( piccolo), hanno una frase ritmica molto simile, ma velocità diversa: praticamente uno è il doppio dell’altro.
                        Dum   dum    (dum)   tak    dum     tak   

RITMO CIFTITELLI 
Il ritmo Ciftitelli o Wahdah Kbirah è un ritmo di originie greco-turca in 8/4. Appartiene all'ambito della musica colta. La sua frase ritmica è lunga e lenta e viene usato per accompagnare momenti di Taqsim (improvvisazione) di un singolo strumento.  Viene simulato anche da strumenti musicali melodici, come ad esempio l'oud o il violino.
                           Dum ta tak ta   tak   dum dum tak  
   
RITMO EL ZAFFAH
Ritmo in 8/4 di provenienza egiziana è utilizzato nelle cerimonie nuziali per accompagnare gli sposi. Si usa anche all'interno di altri brani musicali, magari per alludere al matrimonio.          
  Dum      tak tak tak   tak     dum      tak   tak     

RITMO SAMA'I
E' un ritmo in 10/4 di origine arabo andalusa e ottomana,viene utilizzato nella musica classica egiziana.                                             


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