martedì 3 luglio 2012

La leggenda del caffè

Venditore di caffè a Mokha

In Arabia esiste un’affascinante leggenda riguardante l’origine della comunissima bevanda.
Si narra che, nel XV secolo, lo sceicco Alì ibn Omar al-Shadhili, dopo aver bevuto il latte delle sue pecore, avesse sempre molta difficoltà a prender sonno. Pensò allora di fare alcune ricerche e scoprì che le sue greggi si cibavano delle bacche di una pianticella che era rimasta bruciata in un incendio. In vena di esperimenti, lo sceicco preparò un infuso con le stesse bacche, lo bevve e sorpreso dalle sue proprietà eccitanti lo elesse come suo ricostituente guadagnandosi, per questa sua  scoperta, anche la stima di tutti i suoi paesani. Alcuni marinai portoghesi di passaggio nello Yemen e precisamente nella città di Mokha, dove viveva lo sceicco, si trovarono ad assaggiare la nuova bevanda e, sentendosi rinforzati ne apprezzarono talmente  gli effetti benefici che decisero di portarne alcuni sacchi nella madrepatria. Ben presto la ricetta si diffuse in tutta Europa..
La bevanda, attirò anche l’interesse di inglesi ed olandesi e già nel XVII furono aperte le prime botteghe di caffè in Europa: a Vienna, Amsterdam, Londra e Venezia. Le più note compagnie di commercio mandarono i loro delegati per fare scorta delle bacche di caffè, e questo portò alle prime rudimentali relazioni diplomatiche tra continente europeo e l’ odierno Yemen. Il caffè, coltivato nell’entroterra montagnoso (cresce solo ad alta quota), veniva quindi trasportato per chilometri e chilometri a dorso d’asino o di cammello fino ad arrivare al porto di Mokha per poi essere esportato. 
Naturalmente la situazione di monopolio yemenita era scomoda per tutti (eccetto che per lo Yemen); cosicché gli europei si decisero a spostare le coltivazioni di caffè in località più propizie sotto il loro dominio coloniale. Gli olandesi, ad esempio, lo spostarono in Indonesia. Il risultato di questo processo fu la fine della potenza commerciale di Mokha, che divenne irreversibile nel XIX secolo, quando si accompagnò ad un cospicuo calo di popolazione. Tuttavia, a detta di molti la migliore varietà della ormai popolarissima bevanda rimane quella della penisola arabica, che premia la difficile e poco redditizia coltivazione sulle terrazze abbarbicate alle impervie montagne yemenite.

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4 commenti:

Claudio Cerri ha detto...

Non me lo sarei mai immaginato, molto interessante!

najim ha detto...

è stata una scoperta anche per me...ma sarà verità o veramente leggenda?
^_____^
ciao
Najim

Marica Bersan ha detto...

Chissà anche le pecore com'erano agitate! ^______^
Bella leggenda!

najim ha detto...

eh eh....mi sarebbe piaciuto vederle!!!!! ^___^
ciao Marica!
Najim