giovedì 21 luglio 2016

Le donne tuareg


Le donne tuareg sono musulmane ma non portano il velo (qui sono gli uomini, non le donne, a coprirsi il volto), possono avere più partner sessuali, rapporti extraconiugali e divorziano tranquillamente.  Per secoli hanno attraversato il deserto del Sahara, spesso private dalla sabbia persino della vista e guidate solo dal loro elevato senso dell'olfatto e del gusto per scegliere un percorso sicuro attraverso le dune mutevoli, ma dietro il loro antico modo di vivere c'è una cultura progressista. Pur avendo abbracciato l’Islam, le tribù hanno saldamente mantenuto alcuni dei costumi che sarebbero inaccettabili per gran parte del mondo musulmano (e non solo).
Prima che una donna si sposi, ad esempio, è libera di avere il numero di partner che vuole. Gli uomini tuareg si intrufolano nelle tende delle giovani passando la notte insieme a loro, mentre la famiglia educatamente fa finta di non accorgersene. Tuttavia, vi è anche un codice di condotta che nessuno deve infrangere. La privacy è importante e l'uomo deve sempre andare via prima dell’alba.
Questa libertà fa sì che le donne si sposino più tardi rispetto ad altre tribù, a 20 anni circa. Ricevono poesie scritte dagli amanti e loro stesse ne scrivono, avendo imparato l’alfabeto dalle madri. C’è molto romanticismo fra i membri dei tuareg. Una volta sposate, le donne non perdono alcun diritto e alcun potere. Possiedono casa e animali, che sono la fonte primaria di sussistenza. Sono riverite dai generi, che non osano mangiare nella loro stessa stanza. Se la storia finisce con un divorzio (in genere deciso dalla donna), a lei restano le proprietà e i figli, a lui resta il cammello per tornare a casa dalla mamma. La mamma è la casa, la figura centrale attorno cui si sviluppa la comunità. Il divorzio non è per niente una vergogna, anzi spesso si fanno feste di divorzio per far sapere che quella donna è tornata libera.  E’ una società matrilineare, ovvero la linea di discendenza è femminile, quindi è l’uomo ad appartenere ad un clan femminile. Non è però una società matriarcale in senso stretto. Le decisioni politiche sono ancora appannaggio degli uomini  ma questi stessi non possono lasciare l’eredità ai propri figli, ma a quelli delle loro sorelle. Il motivo, forse, è dovuto ad una “precauzione” dovuta alla libertà sessuale che vige per le donne e pertanto  la relazione genetica con i nipoti è assolutamente certa, quella con i figli no.
Ai nostri giorni le tribù tuareg in Libia, soffrono la minaccia dell’ISIS e di Boko Haram in Mali e in Nigeria;  qualche donna tuareg ha cominciato ad indossare l’”hijab”. Ma la speranza è che queste tribù fiere, sopravvissute per più di 1.000 anni al deserto, tengano alte le proprie tradizioni, rimanendo diverse da tutti gli altri.

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